{"id":959,"date":"2024-11-17T15:04:44","date_gmt":"2024-11-17T14:04:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.umana-analytics.com\/?p=959"},"modified":"2024-11-17T15:04:46","modified_gmt":"2024-11-17T14:04:46","slug":"lesperienza-visiva-nelle-opere-darte-uno-studio-con-eye-tracker","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.umana-analytics.com\/en\/lesperienza-visiva-nelle-opere-darte-uno-studio-con-eye-tracker\/","title":{"rendered":"L\u2019esperienza visiva nelle opere d\u2019arte: uno studio con eye tracker"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando parliamo d\u2019arte stiamo toccando un argomento che difficilmente lascer\u00e0 molto spazio all\u2019oggettivit\u00e0. Pensiamo solo al fatto che la stessa opera d\u2019arte potrebbe addirittura provocare sindrome di Stendhal in un osservatore e lasciarne completamente indifferente un altro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre non ci sono dubbi che l\u2019immagine proiettata inizialmente sulla retina sia la stessa per la maggior parte delle persone, indipendentemente dalla loro esperienza, la percezione della stessa immagine \u00e8 molto diversa da individuo a individuo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In precedenti articoli, abbiamo avuto spesso modo di illustrare le varie applicazioni che l\u2019eye tracker pu\u00f2 avere in diversi settori che possono aiutare a massimizzare il successo economico e l\u2019apprendimento professionale nelle organizzazioni. Uno di questi \u00e8 appunto la&nbsp;<strong>professional performance<\/strong>, ovvero la valutazione delle prestazioni lavorative legate all\u2019abilit\u00e0 di operatori e operatrici che alla loro interazione con il contesto ambientale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie all\u2019uso dell\u2019eye tracker, possiamo mappare le strategie visive dei pi\u00f9 esperti nel mentre eseguono un compito e formare in modo pi\u00f9 semplice ed efficace i principianti, ad esempio durante l\u2019esecuzione di un compito all\u2019interno di una catena di montaggio o durante una&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.umana-analytics.com\/blog\/2023\/04\/03\/human-performance-con-eye-tracker\/\">prestazione atletica<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno degli ambiti pi\u00f9 interessanti in cui studiare la professional performance con eye tracker \u00e8 appunto quello legato all\u2019<strong>arte<\/strong>&nbsp;e alla sua&nbsp;<strong>valutazione estetica<\/strong>. In questo campo, infatti, gli esperti sono sicuramente in grado di dare rilevanza a determinati elementi propri, ad esempio, di un dipinto o di una scultura, di riconoscere diversi stili o contesti storici, nonch\u00e9, ovviamente, identificare forme e particolari sfumature di colori.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al di l\u00e0 di questi aspetti tecnici, l\u2019esperienza estetica derivata da una qualunque opera d\u2019arte \u00e8 una complessa interazione di risposte cognitive, emotive, comportamentali e fisiologiche (Celli et al., 2016). L\u2019opera d\u2019arte \u00e8 prima percepita, poi analizzata e infine interpretata. A seconda del bagaglio di conoscenze pregresse, quindi, gli individui riusciranno a vedere le opere d\u2019arte in modo molto diverso fra di loro. Ma \u00e8 possibile riuscire a&nbsp;<strong>trasferire<\/strong>&nbsp;queste&nbsp;<strong>competenze<\/strong>&nbsp;in modo semplice e veloce anche a chi sa poco o nulla di arte?<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>In questo articolo:<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1.&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.umana-analytics.com\/blog\/2023\/06\/20\/lesperienza-visiva-nelle-opere-darte-uno-studio-con-eye-tracker\/#indagare\">Indagare l\u2019esperienza visiva nella scultura<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2.&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.umana-analytics.com\/blog\/2023\/06\/20\/lesperienza-visiva-nelle-opere-darte-uno-studio-con-eye-tracker\/#risultati\">Esperti vs non esperti: quali sono i risultati?<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3.&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.umana-analytics.com\/blog\/2023\/06\/20\/lesperienza-visiva-nelle-opere-darte-uno-studio-con-eye-tracker\/#conclusioni\">Conclusioni: \u00e8 possibile trasferire il modello di esplorazione visiva di un\u2019opera d\u2019arte?<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Indagare l\u2019esperienza visiva nella scultura<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Precedenti ricerche hanno indicato che i valutatori pi\u00f9 esperti tendono ad avere inizialmente un&nbsp;<strong>pattern di visualizzazione<\/strong>&nbsp;pi\u00f9 globale dell\u2019opera e, solo successivamente, vanno a concentrarsi su singoli dettagli (Vogt &amp; Magnussen, 2007; Zangemeister et al., 1995).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo modello di esplorazione visiva \u00e8 stato soprattutto riscontrato per quanto riguarda le opere bidimensionali, e quindi per la maggior parte dipinti, che possono essere osservati in modo frontale, mentre sono magari appesi ad una parete. Ben diverso \u00e8 il discorso che pu\u00f2 essere fatto per le sculture. Queste opere, infatti, consentono un maggior livello di interazione da parte dell\u2019osservatore, che pu\u00f2 muoversi attorno alla produzione artistica guardandola da molteplici punti di vista. In&nbsp; questo caso come sar\u00e0 il modello di esplorazione visiva?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In una ricerca di Stein e colleghi del 2021, gli autori si pongono proprio questa domanda e cercano di capire in che modo esperti e non esperti esplorano visivamente un\u2019opera d\u2019arte tridimensionale, ovvero, una scultura. Per fare questo, utilizzano l\u2019eye tracker e coinvolgono dei partecipanti suddividendoli in 4 gruppi principali in base al livello di expertise:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1. Inesperto = nessuna formazione artistica<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2. Novizio = studenti di arte o educazione artistica<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3. Semi-esperto = laurea magistrale in arte o materie affini<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">4. Esperto = scultori professionisti con almeno 10 anni di esperienza&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La visita \u00e8 stata effettuata al Kunstforum Ostdeutsche Galerie di Ratisbona, in Germania. Le due sculture selezionate erano rispettivamente la \u201cFantastica\u201d Daphne (Gro\u00dfe Daphne, di seguito chiamata semplicemente \u201cDaphne\u201d) dell\u2019artista Ren\u00e9e Sintenis (1930), ovvero una scultura in bronzo su un piedistallo di calcare a conchiglia grigio scuro (144,0 \u00d7 29,5 \u00d7 25,5 centimetri; Figura 1), e \u201cUntitled (Moses)\u201d (di seguito semplicemente Mos\u00e8), una scultura in bronzo dell\u2019artista Kurt Kroner (1919) che misura 38,9 \u00d7 17,2 \u00d7 19,9 cm (Figura 2).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.umana-analytics.com\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Immagine-2023-02-09-140156-min.png\" alt=\"\u2018Great Daphne\u2019\" class=\"wp-image-7065\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Figura 1&nbsp;<\/strong>Sintenis, Ren\u00e9e (1930) \u2018Great Daphne\u2019 [Gro\u00dfe Daphne]<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.umana-analytics.com\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Immagine-2023-02-09-140218-min.png\" alt=\"\u2018Untitled (Moses)\u2019\" class=\"wp-image-7066\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Figura 2&nbsp;<\/strong>Kroner, Kurt (1919). \u2018Untitled (Moses)\u2019, [Ohne Titel (Moses)]<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scelta degli autori \u00e8 ricaduta proprio su queste due sculture perch\u00e9 entrambe sono molto complesse, hanno una posa simile, ma caratteristiche completamente differenti. Se notiamo bene, infatti, Daphne presenta dei particolari molto ben curati, come ad esempio le foglie intagliate al posto della chioma (Figura 1), mentre, al contrario, Mos\u00e8 ha una lavorazione molto pi\u00f9 grossolana (Figura 2). Un altro vantaggio che favoriva l\u2019uso dell\u2019eye tracker&nbsp; era che, per la loro posizione nel museo, queste sculture potevano essere osservate da ogni angolazione possibile ed i partecipanti non avevano impedimenti fisici di alcun tipo nell\u2019osservarle a 360\u00b0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono stati coinvolti in totale 20 partecipanti, 5 per ognuno dei 4 gruppi definiti all\u2019inizio. Ognuno di loro veniva invitato prima ad indossare l\u2019eye tracker e successivamente ad effettuare una semplice passeggiata in museo, con l\u2019unica istruzione di soffermarsi ad osservare prima il Mos\u00e8 e successivamente Daphne. Gli autori avevano ovviamente precedentemente definito le aree di attenzione (AOI) rilevanti per entrambe le sculture, basandosi sul consiglio di alcuni esperti di queste opere (Figura 3).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.umana-analytics.com\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Immagine-2023-02-09-144422-min.png\" alt=\"AOI\" class=\"wp-image-7067\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Figura 3&nbsp;<\/strong>AOI definite da esperti su Daphne (a sinistra, Sintenis, 1930\/1991) e Mos\u00e8 (a destra, Kroner, 1919)&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fonte<\/strong>&nbsp;<a href=\"https:\/\/epub.uni-regensburg.de\/53247\/5\/8216-Steinetal-Article.pdf\">Investigating visual expertise in sculpture: A methodological approach using eye tracking<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le aree di interesse individuate per entrambe le sculture rappresentano i punti fondamentali dove uno scultore o uno studioso molto esperto dovrebbero soffermarsi con lo sguardo molto pi\u00f9 a lungo rispetto ad esempio ad un principiante.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A partire da questo, gli autori formulano 6 domande di ricerca cui rispondere con il loro esperimento. Sappiamo infatti che \u00e8 possibile dare una corretta interpretazione delle metriche dell\u2019eye tracker solamente a partire da una ben specifica domanda (o domande, come in questo caso) di ricerca:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1. I partecipanti pi\u00f9 esperti tenderanno a guardare l\u2019opera partendo dall\u2019osservazione globale per arrivare al particolare, come accade per le opere bidimensionali (es. dipinti)?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2. I partecipanti con un livello di esperienza pi\u00f9 elevato tenderanno a fare un numero maggiore di switch tra osservazione globale\/particolare (e viceversa) dell\u2019opera rispetto ai principianti?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3. Ci sono delle differenze significative nel numero di fissazioni e il loro posizionamento rispetto ai livelli di competenza di ognuno?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">4. Il livello di competenza pi\u00f9 elevato sar\u00e0 associato ad un numero maggiore di fissazioni?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">5. Il livello di competenza pi\u00f9 elevato sar\u00e0 associato ad un maggior numero di fissazioni nelle aree importanti individuate sulle opere?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">6. I pi\u00f9 esperti registreranno un numero di fissazioni al minuto pi\u00f9 elevate sulle aree pi\u00f9 importanti rispetto ai principianti?<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Esperti vs non esperti: quali sono i risultati?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Date queste premesse, la metrica principale considerata dagli sperimentatori \u00e8 quella legata alle&nbsp;<strong>fissazioni<\/strong>. Per quanto riguarda la domanda di ricerca 1, i risultati basati sulla durata totale delle fissazioni mostrano che le sculture non presentano lo stesso pattern di esplorazione visiva delle opere bidimensionali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non sono state infatti riscontrate differenze significative nell\u2019osservazione da globale a particolare per i diversi gruppi. Questo risultato \u00e8 facilmente spiegabile dal fatto che, diversamente da un dipinto, che pu\u00f2 avere un unico punto di osservazione, la scultura permette di averne molti, in quanto gli osservatori possono interagire con l\u2019opera in modo differente, acquisendo una ricchezza di nuovi punti di vista e di diverse prospettive girando e camminando attorno all\u2019opera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Similmente, anche per quanto riguarda la domanda di ricerca numero 2, i risultati mostrano che non c\u2019erano significative differenze nello switch tra osservazione globale\/particolare (e viceversa) per quanto riguarda i vari gruppi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono diversi invece i risultati per la domanda di ricerca 3, che mostrano come i pi\u00f9 esperti tendevano a rimanere molto pi\u00f9 a lungo su una determinata porzione dell\u2019opera e ad avere una maggior distanza nelle fissazioni rispetto ai meno esperti. La spiegazione potrebbe risiedere nel fatto che i pi\u00f9 esperti, sapendo dove guardare, si soffermavano ad analizzare pi\u00f9 approfonditamente i settori delle sculture che meritavano attenzione, mentre, al contrario, i meno esperti, non sapendo bene dove guardare, tendevano a spostare molto pi\u00f9 spesso lo sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il livello di competenza pi\u00f9 elevato non era quindi associato ad un maggior numero di fissazioni (domanda di ricerca 4). Infatti i pi\u00f9 esperti fissavano pi\u00f9 aree di interesse rispetto ai principianti (domanda di ricerca 5), ma lo facevano meno spesso, perch\u00e9 tendevano appunto a soffermarsi sui punti importanti e a far vagare meno lo sguardo. Per questa ragione (domanda di ricerca 6), i pi\u00f9 esperti non avevano una maggior numero di fissazioni al minuto rispetto ai principianti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Conclusioni: \u00e8 possibile trasferire il modello di esplorazione visiva di un\u2019opera d\u2019arte?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le conclusioni che possono essere elaborate a partire da questi risultati ci evidenziano una differenza sostanziale nell\u2019osservazione delle opere bidimensionali rispetto a quelle tridimensionali. I partecipanti non sono stati infatti in grado di acquisire un\u2019iniziale visione globale dell\u2019opera per poi andare al particolare, a differenza di quel che accade per i dipinti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 stato necessario per i partecipanti girare fisicamente attorno alle sculture per poterne osservare tutte le caratteristiche. Per quanto riguarda la professional performance, grazie all\u2019eye tracker e alla metrica delle fissazioni applicata sulle aree di interesse, abbiamo potuto apprendere che i pi\u00f9 esperti, rispetto agli altri gruppi considerati, riuscivano ad individuare molto bene le zone pi\u00f9 importanti di entrambe le opere, soffermandosi ad osservarle per un tempo pi\u00f9 lungo e cambiando la posizione dello sguardo con pi\u00f9 lentezza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al contrario, man mano che diminuiva l\u2019expertise, i partecipanti tendevano ad avere un\u2019osservazione quasi pi\u00f9 \u201cfrenetica\u201d, indice che non sapevano bene dove fermare lo sguardo e quali zone soffermarsi ad analizzare. Nonostante questo, non sono riusciti ad individuare un elevato numero di zone importanti, pur avendo un maggior numero di fissazioni al minuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Volendo immaginare di applicare questi risultati, potremmo prevedere un&nbsp;<strong>training&nbsp;<\/strong>molto pi\u00f9 efficace da parte dei pi\u00f9 esperti ai principianti, che, tramite lo strumento eye tracker, potranno mostrare esattamente il proprio&nbsp;<strong>modello di esplorazione visiva&nbsp;<\/strong>e potranno pi\u00f9 facilmente istruire chi ne sa ancora poco. L\u2019ostacolo principale, soprattutto per quanto riguarda le opere d\u2019arte e la percezione estetica, \u00e8 l\u2019impossibilit\u00e0 di spiegare in che modo un esperto osservi alcuni dettagli o riconosca alcune parti importanti dell\u2019opera, come in questo caso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019eye tracker ci consente semplicemente di mostrare questi percorsi visivi, rendendo comunicabili e trasferibili alcune skills che sono ormai diventate automatiche negli esperti, riducendo contemporaneamente anche il tempo necessario per trasferire queste informazioni.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Celli, C. F., Balconi, M., &amp; Leanza, F. (2016).&nbsp;<a href=\"https:\/\/publicatt.unicatt.it\/handle\/10807\/94016\">Effects of personality traits during the exploration of museum spaces: cerebral (EEG) and autonomic (biofeedback) responses.<\/a>&nbsp;Neuropsychological Trends, 20 (Novembre), 67-68.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vogt, S., &amp; Magnussen, S. (2007).&nbsp;<a href=\"https:\/\/journals.sagepub.com\/doi\/pdf\/10.1068\/p5262?casa_token=tHt7OWTdj60AAAAA:QGzyrC3SdjA0X500qE0g_BfkfoNT4fF3oTiyX_BhDuGiSOB0nmG2SzrVrjrYFc1T5uWPwF_tPos8\">Expertise in pictorial perception: Eye-movement patterns and visual memory in artists and laymen.<\/a>&nbsp;Perception, 36(1), 91\u2013100.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Zangemeister, W. H., Sherman, K., &amp; Stark, L. (1995).&nbsp;<a href=\"https:\/\/d1wqtxts1xzle7.cloudfront.net\/41506155\/Evidence_for_a_global_scanpath_strategy_20160124-1592-1wkyr82-libre.pdf?1453636795=&amp;response-content-disposition=inline%3B+filename%3DEvidence_for_a_global_scanpath_strategy.pdf&amp;Expires=1681478701&amp;Signature=WYepP8UcllB3XKlwyrpU4Ta8yONNTZx1F9sb-DVPlJ~RjJLH6-uinKNN~tnz1qzh3~MZY6ftSVQnA9MMspY7rQV3M-Klof6LuritoMHVEMapyKd8Jk-JaO5Jub9ej3vA7i~SBrAAGKs3QlESMSukFED2cQjpVP0RuEaynzhaWLNtBM98eN5gQA79dZFUGiYIyChwteTo2KSkBiTecW3gpmhhe16Q8LQPRyKn67EFpwq~fZfV3iN2N04NFfKirRZFw6L7NE6e5Z2XVhXsMqeZqd~jghd9q1tvVBOqdLTINFQuMWxtEkC~WduUEh6XEcagUplH~~3Q6Cog1-KfxYYXtA__&amp;Key-Pair-Id=APKAJLOHF5GGSLRBV4ZA\">Evidence for a global scanpath strategy in viewing abstract compared with realistic images.<\/a>&nbsp;Neuropsychologia, 33(8), 1009\u20131025.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stein, I., Jossberger, H., &amp; Gruber, H. (2022).&nbsp;<a href=\"https:\/\/epub.uni-regensburg.de\/53247\/5\/8216-Steinetal-Article.pdf\">Investigating visual expertise in sculpture: A methodological approach using eye tracking.<\/a>&nbsp;Journal of Eye Movement Research,&nbsp;<em>15<\/em>(2).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando parliamo d\u2019arte stiamo toccando un argomento che difficilmente lascer\u00e0 molto spazio all\u2019oggettivit\u00e0. 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