{"id":935,"date":"2024-11-17T14:01:06","date_gmt":"2024-11-17T13:01:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.umana-analytics.com\/?p=935"},"modified":"2024-11-17T14:01:07","modified_gmt":"2024-11-17T13:01:07","slug":"ripensare-gli-strumenti-della-customer-satisfaction","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.umana-analytics.com\/en\/ripensare-gli-strumenti-della-customer-satisfaction\/","title":{"rendered":"Non solo neuro: ripensare gli strumenti della customer satisfaction"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>In questo articolo:<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"https:\/\/www.umana-analytics.com\/en\/blog\/2023\/03\/01\/non-solo-neuro-ripensare-gli-strumenti-della-customer-satisfaction\/#importanza\">L\u2019importanza della customer satisfaction<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/www.umana-analytics.com\/en\/blog\/2023\/03\/01\/non-solo-neuro-ripensare-gli-strumenti-della-customer-satisfaction\/#limiti\">I limiti delle misure tradizionali per lo studio della customer satisfaction<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/www.umana-analytics.com\/en\/blog\/2023\/03\/01\/non-solo-neuro-ripensare-gli-strumenti-della-customer-satisfaction\/#analisi\">\u00a0La Conjoint Analysis per la customer satisfaction<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/www.umana-analytics.com\/en\/blog\/2023\/03\/01\/non-solo-neuro-ripensare-gli-strumenti-della-customer-satisfaction\/#iat\">L\u2019IAT per la customer satisfaction<\/a><\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019importanza della customer satisfaction<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo studio del comportamento consumatore \u2013 o consumer behavior \u2013 \u00e8 una macro-area di ricerca che si focalizza sulle abitudini di scelta, di acquisto e di consumo. Sia come consumatori che come professionisti di marketing, sappiamo benissimo come le fasi che precedono il consumo o l\u2019esperienza vera e propria \u2013 come la scelta e l\u2019acquisto \u2013 siano delle fasi cruciali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste fasi, infatti, ci aiutano a determinare e provare a prevedere il comportamento del consumatore partendo da uno studio accurato di antecedenti al comportamento, come gli atteggiamenti e le intenzioni. Non bisogna, per\u00f2, sottovalutare cosa far\u00e0 un consumatore dopo questa esperienza con il prodotto o il servizio: lascer\u00e0 una recensione positiva o negativa? Cosa lo spinge a farlo? Far\u00e0 del passaparola con i propri amici? Si far\u00e0 promotore del brand sui social? Torner\u00e0 ad acquistare in futuro o gli atteggiamenti \u2013 e quindi le intenzioni e i comportamenti \u2013 sono cambiati in seguito all\u2019acquisto?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio di questo che si occupa la&nbsp;<strong>customer satisfaction,&nbsp;<\/strong>che sebbene abbia ricevuto notevole interesse nello studio delle teorie di marketing gi\u00e0 negli anni \u201960 del Novecento (Giese e Cote, 2000) \u2013 nasce ufficialmente nel 1994 \u2013 con lo sviluppo, ad opera del National Quality Research Center (NQRC) dell\u2019Universit\u00e0 del Michigan, dell\u2019American Customer Satisfaction Index (ACSI), il primo e unico sistema di misurazione della soddisfazione sulla qualit\u00e0 percepita dei prodotti e dei servizi uniforme per tutti i settori di attivit\u00e0 negli Stati Uniti (Fornell et al., 1996).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La customer satisfaction riconosce infatti il ruolo centrale del cliente nella definizione del brand e nella ricerca che coinvolge la creazione o il miglioramento del prodotto. Lo scopo principale diventa quindi quello di incontrare le aspettative del consumatore, soddisfarle e, se possibile, anche superarle.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>I limiti delle misure tradizionali per lo studio della customer satisfaction<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno dei limiti principali della customer satisfaction \u00e8 strettamente legato ai limiti delle misure che vengono generalmente usate per conoscere le opinioni post-acquisto degli utenti.<br><br>a) Un esempio su tutti, \u00e8<strong>&nbsp;l\u2019effetto selezione<\/strong>&nbsp;(o distorsione da selezione, o selection bias) che colpisce, ad esempio, i campioni di recensioni disponibili online \u2013 come conseguenza della tendenza dei consumatori a lasciare una recensione solo se l\u2019esperienza \u00e8 stata negativa \u2013 forniscono un quadro completamente distorto dell\u2019esperienza generale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">b) Ma non sono solo i problemi di campionamento \u2013 ovviamente \u2013 a rendere difficile una misurazione oggettiva della soddisfazione del cliente: sappiamo ormai molto bene, ad esempio, che non siamo molto bravi a&nbsp;<strong>fornire spiegazioni&nbsp;<\/strong><strong><em>a posteriori.<\/em><\/strong>&nbsp;O meglio, siamo molto bravi a fornire spiegazioni&nbsp;<em>costruite ad hoc<\/em>&nbsp;affinch\u00e9 combacino con l\u2019idea che vogliamo dare di noi stessi o che pensiamo possano compiacere lo sperimentatore (o la societ\u00e0 si aspetti da noi, come nel caso del&nbsp;<strong>bias di desiderabilit\u00e0 sociale<\/strong>).<br><br>A riguardo, vi consigliamo la visione di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=tuEGoAabL9o\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">questo esperimento<\/a>&nbsp;(Johansson et al., 2005).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come avete visto, lo sperimentatore chiede ai partecipanti di scegliere il volto pi\u00f9 affidabile tra i due volti riportati su una coppia di carte. Dopo la scelta, per\u00f2, lo sperimentatore inverte le carte e consegna al partecipante la carta rappresentante il volto non selezionato, chiedendo di motivare la sua scelta. Non accorgendosi dello scambio, ecco che il partecipante si trover\u00e0 a motivare in maniera convincente una scelta\u2026che in realt\u00e0 non ha fatto!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">c) Lo stesso avviene per la difficolt\u00e0 che incontriamo quando dobbiamo&nbsp;<strong>dare delle valutazioni assolute e non relative<\/strong>, ad esempio quando ci viene richiesto un feedback o una valutazione su un prodotto singolo. Nella realt\u00e0 dei fatti, ogni nostro confronto avviene in un contesto in cui tutti i prodotti e i servizi vengono continuamente confrontati con altri. Non si tratta sempre di altri prodotti effettivamente presenti, ad esempio, su uno scaffale, ma anche di immagini mentali come un prodotto ideale. Fare dei confronti relativi e non assoluti \u00e8 inoltre pi\u00f9 efficace a livello pratico: banalmente, pensate di dover rispondere alla domanda \u201cQuanto ti piace la pasta da 1 a 5?\u201d e poco dopo alla domanda \u201cQuanto ti piace la pizza da 1 a 5?\u201d. Difficilmente da queste due domande emerger\u00e0 una preferenza netta e si verificher\u00e0 un effetto detto \u201ceffetto tetto\u201d o \u201csoffitto\u201d. Ad esempio, entrambi i cibi vengono valutati 4 o 5, senza una differenza particolarmente significativa tra le due valutazioni. Costretti a scegliere tra pasta e pizza invece, dando quindi una valutazione&nbsp;<strong>assoluta<\/strong>, veniamo posti di fronte alla necessit\u00e0 di esprimere una preferenza che \u2013 seppur minima \u2013 pu\u00f2 dichiarare un prodotto vincitore sull\u2019altro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">d) Ancora,&nbsp;<strong>siamo facilmente manipolabili e condizionabili<\/strong>&nbsp;anche da noi stessi. Ad esempio potremmo convincerci \u2013 sempre a posteriori \u2013 che il prodotto che abbiamo acquistato sia certamente di qualit\u00e0 maggiore semplicemente perch\u00e9 lo abbiamo pagato di pi\u00f9 e non perch\u00e9 sia necessariamente cos\u00ec, solo per giustificare a noi stessi la spesa fatta.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma com\u2019\u00e8 possibile \u2013 allora \u2013 togliere questa serie di distorsioni nell\u2019ambito della customer satisfaction? Come sappiamo, in campo degli studi di economia comportamentale e neuroeconomia, \u00e8 possibile applicare alcune tecniche e pratiche neuroscientifiche al marketing, ma non sono solo queste le risorse che \u00e8 possibile mettere in campo. Esistono infatti alcuni task comportamentali che possono fornirci le misurazioni di cui abbiamo bisogno in modo estremamente funzionale, anche se il neuromarketing fatto di strumenti non fa per te. Vediamo quali sono quelli pi\u00f9 adatti a misurare la customer satisfaction.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La conjoint analysis per la customer satisfaction<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La conjoint analysis (o analisi congiunta) \u00e8 una tecnica di&nbsp;<strong>analisi statistica multivariata<\/strong>&nbsp;che \u2013 applicata alle ricerche di mercato \u2013 consente di misurare il valore attribuito dai consumatori alle singole caratteristiche del prodotto o del servizio che vogliamo esaminare. Un\u2019analisi&nbsp;multivariata \u2013 appunto \u2013&nbsp; consente di prendere in considerazione l\u2019effetto e la combinazione di diverse variabili e attributi legati al prodotto (come ad esempio confezione, prezzo, struttura, ecc).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con l\u2019analisi congiunta il cliente viene messo di fronte ad una serie di scenari dove vengono proposti dei prodotti o dei servizi uguali tra loro per ogni attributo, tranne uno. Presentando al cliente ogni singola possibile combinazione tra attributi e livelli, l\u2019analisi congiunta permette di estrapolare l\u2019importanza di ogni singolo attributo e l\u2019impatto che un cambiamento in quella specifica caratteristica del prodotto potrebbe avere sulla propensione all\u2019acquisto (o Willingness to Buy) del consumatore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Facciamo un esempio vinicolo (<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/sapori\/2020\/12\/02\/news\/natale_2020_cantina_tollo_ricerca_neuromarketing_etichette-276396380\/\">che abbiamo davvero messo in pratica per un nostro cliente<\/a>): per prima cosa, scegliamo gli attributi che vogliamo valutare, ad esempio il vitigno, la regione di produzione o l\u2019etichetta. Per ogni attributo definiamo diverse varianti (o livelli, come ad esempio diverse fasce di prezzo, le diverse etichette, le diverse regioni e vitigni d\u2019interesse). Ad ogni partecipante viene richiesto di valutare una serie di bottiglie di volta in volta identiche se non per un singolo livello di un singolo attributo, indicando una scala da zero a cento la probabilit\u00e0 con la quale acquisterebbero la bottiglia presentata nella scheda. Confrontando l\u2019effetto delle singole caratteristiche sulla intenzione d\u2019acquisto (tramite, appunto, una regressione lineare multipla), possiamo generare una funzione di preferenza che ci dir\u00e0 esattamente qual \u00e8 l\u2019impatto di ogni singola caratteristica sulla decisione d\u2019acquisto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo strumento diventa molto efficace per la customer satisfaction, proprio perch\u00e9 permette molti dei limiti che abbiamo elencato poco fa, tra cui la nostra difficolt\u00e0 nel fornire valutazioni assolute e non relative.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Volendo prendere un esempio classico della letteratura scientifica, lo studio di Neslin (1983) ha adottato la conjoint analysis per la progettazione di un ambulatorio sanitario, che avrebbe previsto degli specifici servizi per la popolazione del New Jersey. In particolare, bisognava indagare il livello di soddisfazione nei confronti di alcuni servizi, in modo da mettere in atto un programma di miglioramento della qualit\u00e0 generale della struttura sanitaria. La conjoint analysis viene effettuata quindi su diversi scenari ipotetici che sono poi serviti per lo sviluppo delle combinazioni di servizi ottimali per incontrare i bisogni espressi dai clienti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per cominciare, quindi, gli sperimentatori hanno condotto un focus group con alcuni membri della popolazione locale e hanno individuato alcuni punti che venivano ritenuti fondamentali dai consumatori stessi per un servizio sanitario ottimale e che sono state successivamente utilizzati per l\u2019esperimento vero e proprio:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Luogo = periferia vs. citt\u00e0<\/li>\n\n\n\n<li>Cure dentistiche = disponibili vs. non disponibili presso il nuovo centro sanitario<\/li>\n\n\n\n<li>Orario di apertura = solo orario diurno normale vs orario prolungato (notte e fine settimana)<\/li>\n\n\n\n<li>Infermieri: assumere vs. non assumere infermieri<\/li>\n\n\n\n<li>Selezione del medico = i pazienti possono selezionare il proprio medico del centro sanitario vs. possibile assegnazione di un medico diverso per ogni visita<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo aver individuato queste cinque caratteristiche rilevanti, sono stati anche definiti degli attributi percettivi a partire dalla revisione della letteratura scientifica, ovvero degli attributi riferibili alla percezione soggettiva che il consumatore potrebbe avere sui servizi offerti. Questi attributi vengono a loro volta riassunti in 3 punti:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Qualit\u00e0 = si riferisce all\u2019efficacia generale delle cure che \u00e8 possibile ricevere e comprende la percezione del consumatore nei confronti, ad esempio, delle attrezzature, dei macchinari e della loro efficacia, ma anche dell\u2019abilit\u00e0 e dell\u2019esperienza dimostrata da medici ed infermieri.<\/li>\n\n\n\n<li>Personalit\u00e0 = si riferisce all\u2019approccio amichevole ed accogliete da parte degli operatori sanitari.<\/li>\n\n\n\n<li>Convenienza = si riferisce alla facilit\u00e0 di ottenere o meno assistenza nel momento in cui se ne ha bisogno.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per lo studio, gli sperimentatori hanno coinvolto un totale di 112 residenti di Camden County, a cui sono state presentate diverse possibili combinazioni delle caratteristiche selezionate. In Figura 1 viene presentato un esempio di due possibili combinazioni su quali caratteristiche potesse avere il nuovo ambulatorio. Ad ognuna di queste possibili combinazioni veniva poi richiesto di associare Qualit\u00e0, Personalit\u00e0 e Convenienza pi\u00f9 o meno elevata in base alle percezioni personali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.umana-analytics.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Immagine-2022-12-19-163559-min.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-6061\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Figura 1<\/strong>&nbsp;Possibili combinazioni delle caratteristiche significative&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fonte:<\/strong>&nbsp;<a href=\"https:\/\/eds.s.ebscohost.com\/eds\/pdfviewer\/pdfviewer?vid=0&amp;sid=ad8f2fcf-395e-4d4f-95d9-fc1adf085ab2%40redis\">Designing New Outpatient Health Services: Linking Service Features to Subjective Consumer Perceptions<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I risultati mostrano che una delle caratteristiche pi\u00f9 importanti per il consumatore era il luogo, pi\u00f9 nello specifico la posizione periferica viene pi\u00f9 spesso associata ad un\u2019elevata Qualit\u00e0 percepita e ad un\u2019elevata Convenienza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La caratteristica relativa invece alla presenza o all\u2019assenza delle cure dentistiche non influisce in modo particolare sulle percezioni dei consumatori, siano esse positive o negative. Gli orari di apertura prolungati hanno un\u2019influenza positiva su Personalit\u00e0 e Convenienza, ma negativa sulla Qualit\u00e0 percepita, ovvero i servizi offerti negli orari notturni e nei weekend vengono percepiti come di minor qualit\u00e0. Sorprendentemente la presenza di molti infermieri ha un impatto negativo sulla Qualit\u00e0 percepita e influenze non rilevanti su Personalit\u00e0 e Comodit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La spiegazione potrebbe essere che i partecipanti traducono la presenza di molti infermieri in un minor contatto diretto con il medico o con lo specialista che dovrebbe prendersi cura dei loro disturbi. Infine, per quanto riguarda la caratteristica legata alla selezione del medico, viene riscontrata una forte preferenza per la possibilit\u00e0 di selezionare il proprio medico, sebbene l\u2019assegnazione casuale ad ogni visita abbia punteggi maggiori per quanto riguarda la convenienza e, quindi, il risparmio di tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In generale, tuttavia, le analisi dei risultati suggeriscono che il consumatore \u00e8 pi\u00f9 interessato a ricevere cure mediche efficaci e rinuncerebbe a una certa quantit\u00e0 di Personalit\u00e0 o Convenienza al fine di ottenere una Qualit\u00e0 maggiore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie alla conjoint analysis utilizzata in questo esempio, abbiamo visto come \u00e8 stato possibile selezionare gli attributi pi\u00f9 appropriati nella progettazione di un nuovo prodotto o servizio. Utilizzando i risultati in modo strategico, \u00e8 stato possibile fornire un servizio sanitario che fosse in linea con le aspettative ed i desideri dei consumatori, proprio perch\u00e9 l\u2019analisi \u00e8 in grado di mettere in relazione sia delle caratteristiche oggettivamente definite, che delle percezioni puramente soggettive, al fine di individuare la combinazione migliore. Queste combinazioni forniscono un ottimo esempio di decisioni manageriali guidate dalle risposta soggettiva \u2013 e a volte implicite \u2013 del consumatore stesso.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019IAT per la customer satisfaction<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro task comportamentale utile per misurare la customer satisfaction \u00e8 l\u2019Implicit association test (IAT) o&nbsp;<strong>test ad associazione implicita<\/strong>, uno strumento versatile che consente di cogliere degli aspetti impliciti, e quindi fuori dal controllo consapevole delle persone, legati ad uno specifico prodotto o brand.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 nello specifico, questo test viene utilizzato per studiare la forza dei legami associativi tra alcuni concetti rappresentati in memoria. Sullo schermo di un computer appare lo stimolo, che pu\u00f2 essere l\u2019immagine di un prodotto. Al partecipante viene quindi richiesto di associarlo ad una determinata categoria attraverso l\u2019utilizzo di due soli tasti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad ogni tasto viene associato una diversa categoria e vengono misurati i tempi di risposta. Quanto pi\u00f9 velocemente il partecipante associa lo stimolo ad una categoria, tanto pi\u00f9 quest\u2019associazione sar\u00e0 presente e forte nella sua memoria. Per quanto riguarda la customer satisfaction, quindi, potremmo immaginare di portare avanti uno studio longitudinale \u2013 ovvero la raccolta coerente di opinioni dello stesso gruppo di individui nel corso di un determinato periodo temporale \u2013 per verificare se, a lungo andare, saremmo in grado di modificare le percezioni del consumatore rispetto ad un nostro competitor.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma vediamo insieme un esempio pratico per rendere questa descrizione pi\u00f9 chiara. In un interessante studio condotto da Priluck e Till (2010), gli autori si pongono come scopo principale quello di esaminare i tempi di reazione dei consumatori nel classificare i marchi rispettivamente di Coca Cola e Pepsi in relazione a parole positive o negative.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo caso, come mostrato in Figura 3, le categorie comprendevano da un lato una rappresentazione del marchio (che poteva essere rappresentato dall\u2019immagine di una lattina, l\u2019immagine di una bottiglia o l\u2019immagine del logo) e dall\u2019altro parole che potevano esser di valenza positiva oppure negativa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.umana-analytics.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Immagine-min.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-6062\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Figura 3&nbsp;<\/strong>Esempio di IAT con i marchi Coca Cola e Pepsi<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nello IAT, gli sperimentatori chiedevano ai soggetti di abbinare la Coca Cola a parole positive nella condizione compatibile (e la Pepsi a parole negative) e a parole negative nella condizione non compatibile (e la Pepsi a parole positive). Successivamente, \u00e8 stata esaminata la differenza nei tempi di risposta ai due compiti con dei risultati che indicavano tempi di risposta minori nella condizione compatibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La spiegazione di questi risultati deriva dal fatto che quando due concetti sono fortemente associati tra loro nella mente del consumatore questi abbiner\u00e0 molto pi\u00f9 facilmente e velocemente i due concetti fra loro. In questo modo sar\u00e0 possibile scoprire quali sono le reali attitudini del consumatore verso il nostro prodotto o brand.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo articolo, abbiamo voluto presentare due dei principali task comportamentali che possono aiutarci a misurare la customer satisfaction, una dimensione che potrebbe sembrarci puramente immateriale e che pure pu\u00f2 essere colta tramite questi test.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le misurazioni ottenute sono funzionali a definire sia l\u2019<strong>atteggiamento verso il prodotto<\/strong>&nbsp;che verso il marchio, andando ad indagare tutte quelle&nbsp;<strong>tendenze implicite<\/strong>&nbsp;da parte del consumatore che potrebbero sfuggire ai metodi tradizionali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di conseguenza, e a seguito di queste analisi, saremmo maggiormente in grado di andare incontro a quelli che sono i reali bisogni dei clienti e magari progettare dei cambi di rotta strategici in base alle risposte ottenute, reinventando ad esempio l\u2019immagine del marchio che non viene percepita proprio cos\u00ec positivamente come pensavamo, oppure, addirittura, creare un prodotto o la confezione di un prodotto seguendo le loro stesse preferenze.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Busacca, B. G. (1994).&nbsp;<a href=\"https:\/\/iris.unibocconi.it\/handle\/11565\/3716851\">Le risorse di fiducia dell\u2019impresa. Soddisfazione del cliente, creazione di valore, strategie di accrescimento<\/a>. Utet.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fornell, C., Johnson, M. D., Anderson, E. W., Cha, J., &amp; Bryant, B. E. (1996).&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.jstor.org\/stable\/pdf\/1251898.pdf?casa_token=1rBnnmNT3UsAAAAA:z-KJY3Tch1uZ81jPRSo4w5CTtNb7vI7n3nOUJ1Y0wCYX79gB3Q1txWSjwVcF5YpwYa2NHwVGW4Sv5pw--fvSJzWouFo-pmXk1zfVwixVlf--UZnifsA\">The American customer satisfaction index: nature, purpose, and findings.<\/a>&nbsp;Journal of marketing, 60(4), 7-18.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giese, J. L., &amp; Cote, J. A. (2000).&nbsp;<a href=\"https:\/\/citeseerx.ist.psu.edu\/document?repid=rep1&amp;type=pdf&amp;doi=bd40d475aab7b417fd2826313b98be1f214ba45a\">Defining consumer satisfaction.<\/a>&nbsp;<em>Academy of marketing science review<\/em>,&nbsp;<em>1<\/em>(1), 1-22.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Johansson, P., Hall, L., Sikstrom, S., &amp; Olsson, A. (2005).&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.science.org\/doi\/pdf\/10.1126\/science.1111709?casa_token=sxCmCEwMvtMAAAAA:NCw-pTT7RZX4QTpZD8kaP2QNvGBEK3A98Mm64FNPd_5Nsz4Xt2XFf9mM95YBsRPU9Aq78sJCIPzKSw\">Failure to detect mismatches between intention and outcome in a simple decision task<\/a>.&nbsp;<em>Science<\/em>,&nbsp;<em>310<\/em>(5745), 116-119.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Valdani, E. (1995). Customer Satisfaction: Strumenti e prospettive. Micro &amp; Macro marketing, 3, 311-313.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Varaldo, R., &amp; Guido, G. (1997).&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.rivisteweb.it\/doi\/10.1431\/2319\">Il consumatore come prodotto: customer satisfaction come qualit\u00e0 del cliente.<\/a>&nbsp;Micro &amp; Macro Marketing, 6(1), 9-40.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Wang, F., Wang, H., &amp; Cho, J. H. (2022).&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/2071-1050\/14\/6\/3463\/pdf\">Consumer Preference for Yogurt Packaging Design Using Conjoint Analysis.<\/a>&nbsp;Sustainability, 14(6), 3463.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Clark, E. A., Duncan, S. E., Hamilton, L. M., Bell, M. A., Lahne, J., Gallagher, D. L., &amp; O\u2019Keefe, S. F. (2021).&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0950329320302536?casa_token=73-aAo8AxXMAAAAA:MXNrA0ziPSd3BOj6RqIzBjGH6LC8GyQLjzKOHZxKMB0HkQYtHQAiijl9hcTdOyLMCR3E6DIrCw\">Characterizing consumer emotional response to milk packaging guides packaging material selection.<\/a>&nbsp;Food Quality and Preference, 87, 103984.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Priluck, R., Till, B.&nbsp;<a href=\"https:\/\/link.springer.com\/article\/10.1057\/bm.2009.32\">Comparing a customer-based brand equity scale with the Implicit Association Test in examining consumer responses to brands<\/a>. J Brand Manag 17, 413\u2013428 (2010). https:\/\/doi.org\/10.1057\/bm.2009.32<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sitografia<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps:\/\/www.qualtrics.com\/it\/experience-management\/ricerca\/analisi-congiunta\n<\/div><\/figure>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo articolo: L\u2019importanza della customer satisfaction Lo studio del comportamento consumatore \u2013 o consumer behavior \u2013 \u00e8 una macro-area di ricerca che si focalizza sulle abitudini di scelta, di acquisto e di consumo. 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