Algorithmic Management al lavoro: quando il supervisore invisibile influisce su benessere e organizzazione 

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Immaginate un supervisore digitale che, senza spiegazioni né interazioni dirette, assegna compiti, monitora performance e restituisce valutazioni basate su dati raccolti in tempo reale. 
È ciò che accade sempre più spesso nelle organizzazioni che adottano
sistemi di Algorithmic Management: soluzioni di intelligenza artificiale progettate per automatizzare funzioni tipicamente manageriali, come la pianificazione dei turni, l’assegnazione degli obiettivi o il monitoraggio della produttività. 

Se inizialmente questo modello si è diffuso nelle piattaforme di lavoro digitale, oggi è presente anche in settori più tradizionali: logistica, retail, sanità, servizi. 
Non si tratta solo di una trasformazione tecnologica. È una trasformazione organizzativa che ridefinisce autonomia, controllo e relazioni di lavoro. 

Non solo tecnologia: come l’Algorithmic Management cambia l’esperienza di lavoro 

I sistemi di gestione algoritmica possono intervenire su quattro dimensioni fondamentali dell’organizzazione del lavoro, identificate da studi che li misurano in modo sistematico (Röttgen et al., 2025; Parent-Rocheleau & Parker, 2022): 

  • Direzione ? definizione di obiettivi e modalità operative 
  • Pianificazione ? assegnazione di turni, task e priorità 
  • Monitoraggio ? raccolta continua di dati su performance e comportamenti 
  • Feedback ? valutazioni automatiche, ranking, punteggi 

Questo significa che l’algoritmo non è semplicemente uno strumento di supporto, ma diventa parte attiva dell’architettura decisionale dell’organizzazione. 

La diffusione di questi sistemi è in forte crescita e sta progressivamente spostando il baricentro del controllo dal livello umano a quello socio-tecnico. 

Quando cambia l’equilibrio tra richieste e risorse del lavoro 

Per capire gli effetti sul benessere organizzativo, molti studi utilizzano il modello Job Demands-Resources, che analizza l’equilibrio tra richieste che generano sforzo e stress (Job Demands) e fattori che supportano motivazione, autonomia e recupero (Job Resources). 

L’Algorithmic Management può alterare questo equilibrio in modi diversi. 

  1. Intensificazione del ritmo e pressione continua 

I sistemi basati su dati in tempo reale rendono più facile aumentare target e velocità operativa. 
Diversi studi indicano che l’introduzione di strumenti digitali di monitoraggio è associata a un aumento dei rischi psicosociali e della pressione percepita sul lavoro. 

Quando gli obiettivi sono aggiornati automaticamente e il feedback è costante, il lavoro tende a trasformarsi in una sequenza di micro-prestazioni da ottimizzare. 

  1. Riduzione dell’autonomia decisionale 

Un altro effetto frequente riguarda l’autonomia. 

Quando le istruzioni operative arrivano direttamente dal sistema e non da un manager umano, i lavoratori tendono a: 

  • seguire indicazioni operative senza comprenderne lo scopo 
  • avere meno margini di adattamento 
  • percepire minor controllo sul proprio lavoro 

Studi empirici mostrano che questo può aumentare strain mentale e frustrazione, soprattutto quando l’algoritmo è percepito come opaco o non spiegabile. 

  1. Instabilità organizzativa e isolamento sociale 

La gestione automatizzata può anche influire su: 

  • stabilità degli orari 
  • prevedibilità del carico di lavoro 
  • qualità delle relazioni con colleghi e supervisori 

Turni dinamici, monitoraggio continuo e feedback impersonali possono ridurre le opportunità di supporto sociale e di recupero psicologico, due fattori fondamentali per il benessere organizzativo.

Gli effetti non sono inevitabili: il ruolo del design socio-tecnico 

La cosa più interessante che emerge dalla ricerca è che gli effetti dell’Algorithmic Management non dipendono solo dalla tecnologia, ma da come viene progettata e implementata. 

Tre fattori risultano particolarmente rilevanti. 

  1. Trasparenza degli algoritmi 

Quando i lavoratori comprendono: 

  • come vengono calcolati gli obiettivi 
  • quali dati vengono raccolti 
  • come funzionano le valutazioni 

aumentano percezione di equità, fiducia e accettazione del sistema. 

  1. Coinvolgimento dei lavoratori nella progettazione 

La partecipazione di lavoratori e rappresentanze: 

  • riduce conflittualità 
  • migliora l’adozione dei sistemi 
  • aumenta la percezione di controllo 

L’Algorithmic Management funziona meglio quando non è imposto, ma negoziato. 

  1. Strumenti di misurazione dei rischi organizzativi 

La ricerca sta iniziando a sviluppare strumenti specifici per valutare gli effetti della gestione algoritmica sul lavoro. 

Questi strumenti permettono alle organizzazioni di integrare l’Algorithmic Management nelle pratiche di people analytics e di risk assessment, monitorando non solo la performance ma anche l’impatto sul benessere. 

Cosa significa per HR e organizzazioni 

Per le funzioni HR, l’adozione di sistemi di gestione algoritmica richiede un cambio di prospettiva. Non basta valutare efficienza operativa, accuratezza dei dati e ritorno sull’investimento. 
Serve considerare anche l’impatto sulle risorse psicologiche del lavoro, la qualità dell’esperienza dei dipendenti e la sostenibilità organizzativa nel tempo

Integrare questi sistemi in un approccio human-centered significa: 

  • progettare algoritmi comprensibili e spiegabili 
  • mantenere possibilità di intervento umano nelle decisioni critiche 
  • monitorare attivamente gli effetti organizzativi 
  • coinvolgere i lavoratori nel processo di implementazione 

Quando questo accade, l’Algorithmic Management può diventare non solo uno strumento di controllo, ma un elemento di supporto alla qualità del lavoro e alla sostenibilità organizzativa. 

Fonti principali: 

Bowdler, M., Lahti, H., Jelenko, M., Buresti, G., & Valtonen, T. (2026). Algorithmic management and psychosocial risks at work: An emerging occupational safety and health challenge. Scandinavian Journal of Work, Environment & Health, 52(1), 1. https://doi.org/10.5271/sjweh.4270  

Kellogg, K. C., Valentine, M. A., & Christin, A. (2020). Algorithms at work: The new contested terrain of control. Academy of management annals, 14(1), 366-410. https://doi.org/10.5465/annals.2018.0174  

Parent-Rocheleau, X., & Parker, S. K. (2022). Algorithms as work designers: How algorithmic management influences the design of jobs. Human resource management review, 32(3), 100838. https://doi.org/10.1016/j.hrmr.2021.100838  

Röttgen, C., Dzaack, H., Herbig, B., Weinmann, T., & Müller, A. (2025). Algorithmic management: psychological measurement and associations with work design and mental strain. BMC psychology, 13(1), 1327. https://doi.org/10.1186/s40359-025-03680-2